Huawei Mate 9: la recensione

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Huawei Mate 9 è il nuovo phablet top gamma del brand cinese, con caratteristiche hardware da fascia altissima ed un software che semplifica molto l’esperienza d’uso rispetto al passato. Huawei afferma infatti che più del 50% delle funzioni può essere eseguita in due tocchi, mentre oltre il 90% in tre. Il phablet è stato presentato in due differenti modelli: una versione standard, con schermo fullHD da 5.9 pollici, ed una variante Porsche Design con display da 5.5 pollici QHD dual edge.

Abbiamo testato Huawei Mate 9 approfonditamente. Può il nuovo phablet di Huawei considerarsi il miglior dispositivo mobile sul mercato?

La confezione di vendita è elegante e ricca nel contenuto: cavo USB/USB Type-C, alimentatore con uscita a 4V-4,5 A capace di caricare completamente Mate 9 in circa 1h e 30 minuti, cover protettiva in plastica, adattatore microUSB/type c ed un paio di cuffiette auricolari di buona fattura.

Lo smartphone si basa sul design molto apprezzato della serie Mate, con scocca in metallo e inserti in plastica per le antenne. L’ergonomia è comunque buona, nonostante sia un 5.9 pollici – non manca la possibilità di ridurre l’interfaccia per rendere più semplice l’utilizzo ad una mano. Huawei Mate 9 è costruito attraverso 50 processi dedicati e un’ora di fresatura CNC.

Il display è un classico LCD da 5.9 pollici fullHD con densità di 373ppi. L’unità occupa circa il 77.5% della parte anteriore del Mate 9. Buoni gli angoli di visione, così come la visibilità anche all’aperto. Presente la possibilità di regolare la temperatura per adattarla alle nostre preferenze ed un filtro per la luce blu per affaticare meno la vista.

 

Huawei Mate 9 debutta con il processore Kirin 960 con un algoritmo proprietario di Machine Learning, che promette di offrire un’esperienza veloce e fluida anche dopo 18 mesi di utilizzo continuo. Kirin 960 è il primo chipset octa-core costruito con processori ARM Cortex-A73 e A53 e GPU octa-core Mali G71 – la quale offre anche il supporto alle librerie grafiche Vulkan, supportato da un coprocessore i6 e 4GB di memoria RAM LPDDR4. La memoria interna è da 32 GB di tipo UFS 2.1, espandibile tramite micro SD.

Con oltre 100 milioni di unità vendute, Huawei ha dimostrato, con i processori Kirin, di comprendere a fondo il tipo di prestazioni e di esperienza che ricercano gli utenti. Essi infatti si aspettano che i propri dispositivi mobili siano veloci, intuitivi e affidabili.

Lo smartphone è sempre fluido e veloce in ogni situazione. Le applicazioni sono molto rapide ad aprirsi e la RAM è sempre ben gestita.

Dopo il successo di Huawei P9, il colosso cinese punta nuovamente su una doppia fotocamera co-progettata con Leica. Huawei e Leica hanno continuato a mettere a punto e a migliorare le prestazioni ottiche del modulo della fotocamera, che ora include un sensore da 12 Megapixel f/2.2 RGB, un sensore monocromatico da 20 Megapixel f/2.2 e algoritmi avanzati di combinazione dell’immagine che lavorano insieme per produrre scatti degni di nota.

 

Il sensore RGB cattura colori realistici, mentre il sensore in bianco e nero registra i dettagli scattando immagini ricche di luce e dettagli. Grazie allo stabilizzatore ottico di immagine (OIS) della doppia fotocamera e alla tecnologia pixel binning, lo smartphone riesce a realizzare ottime foto anche in notturna. L’autofocus ibrido 4-in-1 combina laser, rilevamento di fase, profondità e contrasto. Presente anche una modalità PRO, con possibilità di scattare in formato RAW e regolazioni separate di ISO, otturatore, esposizione e messa a fuoco.

Lo smartphone convince assolutamente per qualità fotografica. Le foto sono sempre molto ricche di dettagli in ogni condizione di luce, con colori naturali e ben bilanciati. Ottime le macro. Si comporta discretamente anche la fotocamera anteriore – sensore da 8 megapixel. Sul retro trova posto il sensore biometrico per le impronte digitali, sempre rapido e preciso.

 

Huawei Mate 9 è caratterizzato dalla nuova EMUI 5.0, basata su Android 7.0 Nougat. L’interfaccia è stata completamente rivisitata, ora più simile ad Android stock. Non mancano comunque alcune novità introdotte con Nougat, come il dual windows, una migliore interazione con le notifiche e la tendina dei quick setting completamente ridisegnata. La palette cromatica ora adotta colori più tenui e si può aggiungere l’app drawer.

Con l’introduzione della EMUI 5.0, Huawei Mate 9 ridisegna il sistema operativo Android utilizzando Linux per migliorare l’esperienza d’uso, l’estetica e le funzionalità.

L’autonomia è garantita da una batteria da 4000 mAh con la nuova tecnologia SuperCharge. Grazie ad una serie di tecnologie per il risparmio energetico, Mate 9 garantisce ben due giorni di utilizzo, con circa 6 ore di display. Il sistema di ricarica rapida Supercharge consente di raggiungere il 60% di ricarica in circa 30 minuti – utilizzando il caricabatterie in dotazione.

A detta del produttore, la batteria è dotata di standard di sicurezza definiti dal settore, tra cui la protezione Super Safe 5-gate, che monitora in tempo reale la tensione di corrente e la temperatura per eliminare pericoli per la sicurezza e salvaguardare la durata della batteria.

Concludendo, Huawei Mate 9 è probabilmente il miglior phablet attualmente in commercio. Hardware da vero top gamma, ottima fotocamera e autonomia eccellente i punti di forza. Unico difetto degno di nota le dimensioni impegnative. Bene la EMUI 5.0, che garantisce un’esperienza davvero completa.

Pro

  • EMUI 5.0
  • Costruzione e design
  • Autonomia
  • Hardware
  • Fotocamera

Contro

  • Dimensioni
  • Display – sarebbe potuto essere QHD
  • Slot che obbliga a scegliere tra seconda SIM o MicroSD
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