Grossoshop racconta: Xiaomi, storia di una predestinata

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Xiaomi è una società che ha smentito tutti i falsi miti e gli illogici pregiudizi sui dispositivi cinesi, ridefinendo la categoria degli smartphone entry level, middle-range e flagship. Un’azienda che è diventata, con gli anni, uno stile di vita, posizionandosi – di diritto – tra i più importanti e conosciuti produttori di smartphone al mondo.

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Xiaomi è stata co-fondata il 6 aprile 2010 da otto soci, quali Temasek Holdings, una società di investimento di proprietà del governo di Singapore, e le venture capitalist cinesi quali IDG Capital e Qiming Venture Partners, oltre al noto chipmaker mobile Qualcomm. Il 16 agosto 2010, Xiaomi ha ufficialmente lanciato il suo primo Android, Mi 1 un prodotto che ha segnato la storia della telefonia mobile.

Sul fronte dell’hardware, il dispositivo offriva un display da 4 pollici (854 × 480 pixel), processore dual-core Snapdragon S3 di Qualcomm coadiuvato da 1 GB di RAM. Lo smartphone inoltre era dotato di una fotocamera posteriore da 8 megapixel con flash LED, mentre il sensore frontale era da 2 megapixel.

Ma la vera novità era rappresentata dall’interfaccia utente personalizzata MIUI, basata su Android 2.3.5 Gingerbread. Poco dopo, l’azienda ha lanciato una versione aggiornata chiamata Mi 1s con un processore leggermente più veloce e MIUI ROM basata su Android 4.0 Ice Cream Sandwich.

MIUI, l’arma vincente

Acronimo di MI User Interface “interfaccia utente Mi” – pronunciato “Me You I” – è la UI sviluppata da Xiaomi, una interfaccia utente per smartphone e tablet basati sul sistema operativo Android di Google. MIUI include varie funzioni e personalizzazioni, che la rendono probabilmente la migliore interfaccia custom sul mercato; oltre a supportare i propri smartphone e tablet, Xiaomi ha realizzato un progetto per portare la sua MIUI anche su smartphone di altri brand, tra i quali Samsung, Sony, HTC, OnePlus e device Nexus. Il 24 febbraio 2016, Xiaomi ha affermato che la MIUI ROM ha oltre 170 milioni di utenti attivi in tutto il mondo ed è supportata da più di 340 smartphone.

La prima versione di MIUI si basava su Android 2.2.x Froyo ed era sviluppata in lingua cinese. Successivamente, Xiaomi ha aggiunto una serie di applicazioni per migliorare la user experience dei suoi utenti, quali Note, Backup, Musica e Galleria. A causa del sempre maggior interesse nei confronti dei prodotti Xiaomi, la comunità di sviluppatori indipendenti ha cominciato a tradurre gratuitamente in varie lingue (in maniera gratuita) MIUI: esempi sono le ottime ROM di Xiaomi.eu e MIUI Italia. Infine, Xiaomi ha rilasciato per i propri smartphone una versione Global multilingua del suo software.

A circa 7 anni dalla sua nascita, Xiaomi è oramai il 5° produttore di smartphone! Nel 2016 la società ha venduto circa 70 milioni di unità, circa il 5% del mercato globale. Lei Jun, CEO di Xiaomi, è la 23esima persona più ricca in Cina. Con oltre 8K dipendenti in Cina, India, Singapore, ecc, l’azienda è Xiaomi è stata la startup con la crescita più alta mai registrata al mondo. Nel 2014, la società si è posizionata al terzo posto tra i maggiori produttori di smartphone al mondo; nel dicembre 2015 Xiaomi ha raggiunto un valore di 45 miliardi di dollari.

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Xiaomi Mi 2, lo smartphone del successo

Il primo vero successo di Xiaomi è stato il Mi 2, con ben 10 milioni di unità spedite in meno di 1 anno. Proprio grazie al Mi 2, l’azienda inizia a guadagnare una certa popolarità nei mercati occidentali, come Stati Uniti, Australia e Europa – nonostante lo smartphone non siano mai stato venduto ufficialmente.

Nel 2014 Xiaomi ha annunciato la sua espansione al di fuori della Cina. Prima tappa: Singapore. La sede internazionale dell’azienda, che coordinerà tutte le attività, tra cui il lancio dei futuri prodotti, sarà poi istituita proprio nella Città Stato.

Xiaomi Redmi e MI 3 sono stati rilasciati a Singapore il 21 febbraio / 7 marzo 2014. Il 7 marzo, Xiaomi Mi 3 ha fatto registrare il sold-out in appena 2 minuti dall’apertura delle vendite; con Mi 3, il produttore cinese ha stracciato tutti i record stabiliti in precedenza.

In seguito, l’azienda è approdata ufficialmente in Malesia, Filippine e India. Proprio in India, Xiaomi stringe una partnership con lo store online Flipkart per la distribuzione dei suoi prodotti.

Nel 2014 Xiaomi ha acquistato il dominio Internet mi.com per una cifra record di 3.6 milioni di dollari americani; nel Q2 2014, Xiaomi ha spedito oltre 15 milioni di dispositivi, il 14% del mercato cinese, mentre Samsung ne ha venduti poco più di 13 milioni.

Xiaomi: la strategia di marketing

Le ragioni del grande successo di Xiaomi sono dovute al diverso approccio in termini di marketing e strategia di vendita, differente da quella adottata dai giganti quali Samsung ed Apple.

I prodotti top gamma dell’azienda si sono da sempre caratterizzati per un eccellente rapporto qualità / prezzo. Dunque, caratteristiche di fascia alta e prezzi assolutamente competitivi. Un esempio? Mi 6, il primo smartphone top gamma del produttore cinese ad implementare una dual camera posteriore. Lo smartphone, caratterizzato da uno SD 835 e ben 6 GB di RAM,  è stato commercializzato in Cina a circa 300 euro al cambio per la versione da 64 GB, e 355 euro per la versione da 128 GB.

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Ma Xiaomi non è solo smartphone. L’azienda ha nel suo portafoglio laptop / notebook, purificatori d’aria, Smart TV, Set-Top box, Router di Rete, Action Cam, robot, droni, biciclette elettriche / scooter e molto altro ancora.

25 ottobre 2016: Xiaomi reinventa lo smartphone

In occasione dell’evento organizzato per Mi Note 2, Xiaomi ha presentato anche Xiaomi Mi Mix. Si tratta di un concept phone, dotato da 6,4 pollici QHD che occupa il 91,3% della superficie frontale. Lo smartphone non ha praticamente cornici su 3 dei 4 lati, con un rapporto di forma di 17:9. La fotocamera frontale – 50% più piccola del normale – è posta nell’angolo in basso a destra; il sensore di prossimità è stato sostituito da uno di tipo ultrasonico, mentre la capsula auricolare da una tecnologia a conduzione ossea.

Nel 2016, Xiaomi Mi MIX apre l’era degli smartphone fullview.

Come confermato dal CEO, Lei Jun, l’azienda vende sostanzialmente i suoi smartphone a prezzo di produzione, e crea profitto grazie ai suoi servizi… e all’ottima gestione della gamma di prodotti, con un ciclo vitale molto lungo. In tal senso, Xiaomi riesce a stipulare eccellenti accordi con i fornitori, ottenendo così sconti sui componenti che le permettono di ottenere dei margini di guadagno piuttosto ampi.

In un primo momento, per ridurre i costi, l’azienda ha puntato tutto sulle vendite online ed il forum di supporto. La strategia è cambiata nel 2016, il produttore cinese ha dichiarato l’obbiettivo di aprire 2.000 negozi fisici ufficiali in tutto il mondo. Il tutto, nell’arco dei prossimi tre anni, così da facilitare la distribuzione dei suoi prodotti.

Xiaomi detiene 6989 brevetti con oltre il 90% dei brevetti depositati / acquisiti dopo il 2012. L’aumento del numero di brevetti non è dovuto solo alle acquisizioni di piccole aziende, ma anche agli accordi con colossi del calibro di Broadcom, Intel e Microsoft . L’acquisizione di brevetti è una mossa strategica, così da rafforzare il suo portafoglio, in linea con il suo piano di espansione globale.

Mi Bunny

Chiudiamo con una piccola curiosità. La mascotte dell’azienda è un coniglio bianco, dal nome Mi Bunny, che porta un Ushanka (conosciuto localmente come ” Lei Feng Hat” in Cina) con una stella ed una sciarpa – entrambe rosse – attorno al collo.

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